passatore ridolfi 2019Sono anch’io passatore!!

Christian Ridolfi, un nostro Atleta, è un ragazzo semplice, un padre di famiglia, un bravo ragazzo, che trova il tempo anche per grandi imprese.

Questa è la sua seconda partecipazione alla 100 km. del Passatore, la prima nel 2018; quest’anno il nostro bravo Christian decide all'ultimo momento di parteciparvi e ben ha fatto. Christian taglia il traguardo in 12h54’15” con un miglioramento cronometrico di  ben 1h30’.

Abbiamo chiesto a Christian di farci un regalo e cioè quello di farci vivere virtualmente questa bellissima esperienza e lui ci ha accontentato:

“Il mio compagno di strada fino a Faenza è Matteo; colui che mi ha avviato all’agonismo nella corsa.

È un ragazzo vivace, minuto, pieno di risorse e decisamente altruista.

 

Ha un sapore strano la corsa questa volta: mi sono iscritto 3 giorni fa, fuori tempo massimo, tanto che nel pettorale, il mio nome non c’è. Non hanno fatto in tempo.

Peccato, per uno che ha indubbiamente l’ambizione di passare alla storia....

Il viaggio in treno da Faenza vale il prezzo del biglietto.

Uno spaccato del mondo della corsa.

 Quel mondo che mi da entusiasmo e voglia di accettare sacrifici e insieme, nuove sfide e obiettivi.

Corridori ultra settantenni, signore iscritte all’ennesima edizione: lo vedi da come sono attrezzate all’essenziale. Le matricole, le riconosci subito, hanno lo sguardo curioso e si voltano al primo che dice qualcosa della gara, quasi per carpire informazioni vitali per il passatore.

Anche io sono stato così.

Poi ci sono i ciclisti al seguito con borse cariche di ogni conforto per il compagno: una sorta di coperta di Linus per l’amico che tenterà l’impresa.

Chiunque è disposto a un sorriso, a scambiare due parole, dispensare consigli in punta di piedi, come un fratello, oppure confidarti la sua impresa.

Impresa? Si qui ognuno ha la sua impresa, vive la sua impresa. Diventa importante il tempo, l’essere arrivato, ma non per un raffronto con gli altri: il metro è prima di tutto con te stesso e i tuoi limiti; conta solo se superati o no.

Prima della partenza c’è una bolgia dantesca di maglie coloratissime, schiacciate tra le transenne e il duomo di Firenze.

Fuori le transenne un meltin pot di genti tra il sorpreso e il curioso che è accorsa in piazza.

La tensione è alta e ognuno la esorcizza come può, ma è evidente negli sguardi e nei gesti incerti che l’adrenalina è tanta.

Io sono tranquillo, come sempre, come ogni gara, carico, ma non teso, anzi, divertito e curioso. Sono affamato di ogni emozione che il percorso mi porterà, e, sono certo, non sarà avara.

Il primo tratto Firenze - Fiesole non è chiaro se si stia correndo per la gara o per fuggire dalla caldera vulcanica di Firenze e il caldo soffocante che l’avvolge.

La campagna è meravigliosa, complici le settimane di pioggia e la conseguente primavera rimandata, c’è un’esplosione di fiori e colori.

Case, campi, ville hanno qualcuno che approfitta per tagliare l’erba, e l’aroma di foraggio è pungente e avvolgente.

 Ho imparato che non bisogna fermarsi anche in salita, ritmo lento ma sempre di corsa: mai fermarsi.

Mangiare e bere continuamente senza riserve, ma non esagerare.

Ho conosciuto me stesso, e memore dello scorso anno, ho tolto i dubbi e le incertezze.

 Vedere questi luoghi senza tempo, attraversare i bar affollati di paese, fanno passare la fatica, una distrazione dal caldo dalla pioggia e dalla notte.

 Tanta fatica; questa si è la protagonista.

La riga della carreggiata per molti tratti mi ha accompagnato nei numerosi tratti da solo.

Entro dentro me stesso,  nel profondo della notte nel silenzio e allora affoghi nei pensieri, nei progetti nelle idee, nelle sensazioni.

 Anche lo sconforto ti assale e un pensiero al ritiro lo fai.

Succede quando fai il conto dei dolorini che senti allora pensi a rimanere li da parte e attendere la scopa che ti raccolga verso il ritiro.

 Una nota curiosa è stato Giancarlo pettorale 3343 e il suo cane meticcio di taglia piccola che con le minuscole zampe, ha letteralmente tirato il suo padrone al guinzaglio.

Complimenti!!

 In definitiva è stato bello pensare che per il traguardo la strada è unica, non ci sono deviazioni scorciatoie.

Solo tu, una linea dritta da percorrere, solo, avanti a te, tra piccoli paesini e il fiume Lamone.

Devo ammettere che arrivare al ristoro è un sollievo non solo per la sete e la fame: la romagna e la Toscana si sono unite nell’ospitalità dei piccoli borghi e dei centri dell’appennino: solo persone autentiche spontanee e generose.

Peccato per le migliaia di bicchieri piatti e posare di plastica usa e getta riversate nell’ambiente.

Non ha senso

Spero per il nostro pianeta e i nostri figli che dal prossimo anno rendano obbligatorio il bicchiere appresso.”

 

Christian sei un Grande!